Assemblea CRUI 23.4.09
Di Giuliano Volpe (del 25/04/2009 @ 19:19:51, in
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Il 23 aprile 2009 si è svolta l’assemblea mensile della CRUI; a causa di altri impegni, per la prima volta dall’inizio del mandato, non mi è stato possibile parteciparvi; ho quindi delegato il Prorettore Andrea Di Liddo, che ha predisposto questo utile e dettagliato resoconto (lo ringrazio anche per questo), che metto a disposizione della comunità accademica. All'Assemblea ha partecipato per l'Unifg anche la prof.ssa Anna Chimenti.
Disegno di legge sulla governance e altro.
- Il provvedimento legislativo sarà presentato in CdM il 8 maggio 2009.
- Sarà una legge quadro per quanto riguarda la Governance, una legge delega per il Reclutamento e stato giuridico, una legge ordinaria per altre materie.
- Entro un anno dall’approvazione le Università dovranno approvare le necessarie modifiche statutarie.
- Al primo punto il provvedimento obbliga le Università a dotarsi di un codice etico. L’assemblea Crui decide di attivare autonomamente l’invito a tutte le Università a dotarsi di un codice etico anticipando così l’iniziativa del legislatore.
Governance
- Il Rettore sarà un professore universitario (ordinario), anche di altra Università. Durerò in carica max otto anni su uno o due mandati. Non sarà possibile sfiduciarlo.
- Il CdA e il Senato avranno funzioni chiaramente diversificate. Il SA sarà composto da un numero di componenti dipendente dalla dimensione dell’ateneo (comunque max 35 componenti). Il CdA avrà al max 9 componenti. Almeno il 40% sarà esterno (negli interventi alcuni hanno chiesto che venga meglio precisato il profilo dei membri esterni, altri ritengono che sia meglio lasciare tale precisazione agli statuti di ogni Ateneo).
- I membri esterni del CdA saranno nominati dal Rettore.
- Il CdA sarà presieduto dal Rettore o da uno dei membri esterni su elezione da parte del CdA medesimo.
- L’Università avrà un direttore generale a contratto (non è chiara la differenza con l’attuale figura del direttore amministrativo).
- Le strutture principali dell’Università saranno i dipartimenti. Aggregheranno docenti per Settore disciplinare, avranno compiti sia didattici sia di ricerca, la dimensione minima sarà di 30 docenti (40 per i mega-atenei). Saranno governati da un Direttore e da un Consiglio di Dipartimento come accade ora.
- Una commissione paritetica composta da Studenti e professori si esprimerà su alcune questioni.
- Ci saranno i consigli di corsi di studio. Sarà possibile avere un coordinatore per ciascun Corso di studio o un unico coordinatore per tutti i corsi di una medesima classe.
- Sono previste strutture di coordinamento tra i dipartimenti, governate da un collegio composto dai Direttori di dipartimento, dai Presidenti dei corsi/classi di studio, da una rappresentanza studentesca.
- Il presidente della struttura di coordinamento viene scelto dal Rettore all’interno di una rosa di tre nomi proposta dal Consiglio della struttura.
- Si istituisce una consulta del mondo produttivo e del territorio. Tra i compiti di tale consulta potrebbe esserci quello di indicare una parte dei componenti esterni del CdA.
- Entro 120 gg dall’entrata in vigore della legge dovrebbe essere emanato un nuovo provvedimento sui dottorati di ricerca.
- Il Senato accademico sarà composto da un numero uguale di Presidi e Direttori di Dipartimento, da una rappresentanza dei Presidenti delle scuole di dottorato, più una componente elettiva individuata negli statuti.
- Ogni Università potrà avere al massimo otto Facoltà.
- È prevista la possibilità di costituire Federazioni tra atenei.
Reclutamento/stato giuridico
- È prevista l’abilitazione scientifica nazionale per associati e ordinari. Sarà fatta settore per settore. Per i settori con un numero di professori di prima fascia inferiore a 50 si procederà, per l’attribuzione delle abilitazioni, ad un accorpamento con settori affini.
- Le commissioni per le abilitazioni saranno composte da 9 docenti: otto sorteggiati in un elenco di eletti almeno triplo. Il nono Componente sarà straniero, estratto a sorte da un elenco costruito secondo criteri prefissati.
- Nell’ambito del reclutamento le Università dovranno predisporre un piano complessivo di assunzioni: una parte (chiamate interne) (con un tetto massimo) dovrà riguardare la promozione di docenti in servizio presso l’Università che abbiano conseguito l’abilitazione. Una seconda parte (chiamate esterne) (con un tetto minimo) sarà dedicata ai trasferimenti da altre Università e all’assunzione di docenti abilitati che siano in servizio presso altre Università.
- Per le chiamate esterne saranno costituite commissioni di ateneo composte da 5 docenti, 3 eletti dal dipartimento che propone la chiamata tra i professori del settore anche esterni; 1 esterno designato dalla Facoltà competente; 1 esterno nominato dal Rettore.
- Non è più prevista l’abilitazione nazionale per i Ricercatori. Si procederà direttamente con modalità simili a quelle per la chiamata dei docenti esterni.
- Per partecipare ad un concorso di ricercatore occorrerà aver conseguito un dottorato da non più di 6 anni (questa cosa è stata disapprovata da diversi rettori che chiedono almeno di prevedere opportune norme transitorie).
- La conferma in ruolo avverrà una sola volta nella vita.
- I docenti a tempo pieno dovranno svolgere una attività di ricerca, aggiornamento, didattica e gestione per 1500 ore all’anno. Di queste almeno 350 dovranno essere dedicate all’attività didattica frontale e all’attività di servizio agli studenti. Maggiori dettagli saranno lasciati ai regolamenti di ateneo.
- I docenti a tempo definito dovranno svolgere una attività di ricerca, aggiornamento, didattica e gestione per 750 ore all’anno. Di queste almeno 250 dovranno essere dedicate all’attività didattica frontale e all’attività di servizio agli studenti.
- Altre norme riguardanti lo stato giuridico (es. carico minimo didattico per i ricercatori, ridisegno della curva stipendiale (gli scatti biennali saranno erogati sulla base di una valutazione di una relazione sulla propria attività predisposta dal docente e valutata dal nucleo di valutazione),.saranno contenuti in provvedimenti di accompagnamento della Legge finanziaria.
- Sarà resa esplicita la possibilità di svolgere attività al servizio di una Università italiana per una parte dell’anno e di una Università straniera per un’altra parte.
- Il numero dei ricercatori in servizio presso una Università dovrà essere superiore al 40% del numero di docenti e ricercatori complessivo. Il numero di associati dovrà superare il numero di ordinari.
- Saranno previsti incentivi per le Università che predisporranno opportuni piani di rientro nei parametri precedenti (per es. legati alla destinazione del 7% del FFO).
- Saranno contenute norme sul diritto allo Studio.
- È ancora aperto tutto il capitolo legato alle Norme transitorie.
- Nella discussione è stato evidenziato più volte come i provvedimenti annunciati ledano l’autonomia universitaria sancita dalla Costituzione.
- Viene comunicato che:
- Dei 550 milioni di FFO ben 310, e non 280 come si diceva, saranno assorbiti dagli incrementi stipendiali. Non c’è ancora accordo sul metodo di calcolo per la distribuzione del 7% di FFO legato al merito.
Scuole di specializzazione di area medica.
Il Rettore Mazzucco di Verona ha comunicato che è stato costituito dal Ministro un comitato di indirizzo composto da: Capo Dipartimento del Miur; Presidente CUN; Presidente conferenza presidi di Medicina; delegato del Presidente crui (Mazzucco) con il compito di mettere a punto delle regole di gestione dell’espletamento dei concorsi e delle altre questioni limitatamente a questo anno accademico (la bozza di accordo Bari-Foggia pare che sia già in linea con alcune delle indicazioni che verranno da questo gruppo di indirizzo). Successivamente il comitato si occuperà delle regole per gli anni successivi che partiranno da una programmazione annuale del fabbisogno globale di specializzandi, senza possibilità di incrementi successivi.
Decreto sui limiti massimi di indebitamento.
Il Rettore Bianchi e molti altri hanno rilevato come il decreto scoraggi i mutui e incoraggi gli affitti. La Crui ha dato parere favorevole subordinato alla definizione di un provvedimento successivo che valuti negativamente il peso degli affitti e all’apertura di un tavolo col Ministro dell’Economia sull’intero problema dell’edilizia universitaria e della rinegoziazione dei mutui. Bianchi ha proposto che la stipula dei contratti di tutti i mutui delle Università sia fatta dal ministero che apparirebbe così come un unico grosso cliente capace di spuntare condizioni più vantaggiose.
Misure a favore dell’Università de L’Aquila.
- La Crui propone di versare le somme che si rendono disponibili nelle varie Università a vario titolo sull’apposito conto costituito.
- Bologna ha messo a disposizione 100.000 euro del proprio bilancio e non farà pagare le tasse agli Studenti residenti nelle zone terremotate.
- Gli studenti dell’Aquila non pagheranno tasse per il prossimo anno.
- Il Rettore Petrocelli ha detto di aver sospeso le richieste di 150 studenti dell’Università de L’Aquila di trasferirsi a Bari in corso d’anno e ha chiesto alle altre Università di fare altrettanto.
Il mio commento esula da questo contesto ma pone una questione che secondo me è alla base:
Si parla di premiare il merito, ma , per esempio per quanto riguarda l'attività di ricerca, l cui valutazione dovrebbe pesare anche ai fini degli scatti economici: è necessario porsi il problema della assoluta mancanza di regole nell'inserire a valanga nomi di co-autori in pubblicazioni di cui spesso alcuni di essi non conoscono neppure il contenuto e in cui sono stati inseriti per motivi certo non di merito, ma di legami più o meno affettivi,politici, familiari ecc. spesso con i capi ai quali i veri autori non possonoo dire di no! Proprio grazie a questo sistema di pubblicazioni non controllato viene acquisito ingiustamente quel merito che consentità di fare carriera ( ed ora anche di avere gli incrementi stipendiali)anche a chi ignora addirittura ignora gli stessi contenuti delle pubblicazioni.
Si potrebbe porre un numero massimo di autori per ogni disciplina coinvolta nella pubblicazione!
Di
Anonimo
(inviato il 18/05/2009 @ 11:12:31)
Anche se si tratta di un intervento anomimo, non voglio sottrarmi al confronto, per precisare alcune cose; trovo la critica giusta se effettivamente l'inserimento di nomi in una pubblicazione non risponde ad un contributo effettivo (che può essere spesso di natura diversissimae anche indiretta: messa a disposizione di dati, facilitazione della ricerca; ecc.). La ricerca è sempre più (anche in certi settori umanistici) una ricerca di equipe e avere vari autori è assolutamente normale. Le esagerazioni improprie sono però ingiustificate. Preciso però che nella valutazione del CIVR, ormai diventata un riferimento fondamentale, il valore della pubblicazione viene diviso in percentuale tra i partecipanti, quindi un eccessivo ampliamento non può che danneggiare gli autori effettivi della ricerca, che quindi avranno tutto l'interesse ad evitare allargamenti impropi; inoltre su indicazione di alcuni SSD, il CUN sta prevedendo, giustamente, come norma di valutazione la posizione dell'autore (primo nome, ultimo nome, corrispondente, autore generico) con un peso assai diverso per ognuno anche in funzione dei concorsi. Come vede si sta tentando di porre rimedio a esagerazioni e a veri e propri abusi che, concordo con lei, danneggiano la ricerca.
Di
Giuliano Volpe
(inviato il 18/05/2009 @ 17:25:02)
L'università italiana ha passato gli ultimi dieci anni a modificare e rimodificare tutta la propria offerta didattica. Con il prossimo a.a. poteva finalmente cercare di metterla definitivamente in funzione. Proprio in questo momento arriva la cosiddetta riforma, che si appresta a modificare tutto quanto, mentre i professori vanno in pensione e per ora non vengono sostituiti nemmeno nella ratio di uno ogni due, in quanto scientemente si è fatto in modo (con il conforto della demagogia di bloccare i concorsi.)Questa non è una riforma: questo è un massacro. Il comportamento della CRUI è sconfortante.
La trovata, infine, dei dipartimenti (che sappiamo benissimo con quale scientificità, in moltissimi casi, si sono formati) come luogo di ricerca e di didattica, può forse apparire sensata nelle aree scientifiche; forse anche nell'area economoco-giuridica. Nelle altre aree è una barzelletta di pessimo gusto.
Non capisco il significato dell'intervento del rettore di Bari, prof. Petrocelli e mi preoccupa che non abbia avuto un seguito. Cosa significa "aver bloccato le richieste... aver chiesto di fare altrettanto... etc". Le ha bloccate per qualche ragione amministrativa o per qualche ragione politica? Poiché ad una prima lettura sembra che la seconda ipotesi sia quella giusta, vorrei sapere su quale base legale si chiede di trattare diversamente persone provenienti da diverse regioni (e questo, s'intende, per non fare altre supposizioni piuttosto inquietanti).
Di
Daniele Fuà, Sapienza U. di Roma
(inviato il 19/05/2009 @ 12:11:57)
Il rettore Petrocelli ha voluto sottolineare la necessità e l'opportunità, che condivido pienamente, di evitare di favorire "fughe" dall'Università de L'Aquila, nel momento in cui quella Università sta facendo grandi sforzi, sostenuti lealmente dall'intero sistema univeritario italiano, per garantire una prosecuzione normale delle attività didattiche. Ogni decisione andrà, quindi, giustamente concordata con l'Università de l'Aquila, valutandola nell'interesse degli studenti e dell'Università abruzzese, esattamente come stanno facendo tutte le università.
Di
Giuliano Volpe
(inviato il 19/05/2009 @ 14:32:56)
Caro sig./prof. Bertinetti,
perchè ha una opinione così negativa dei Dipartimenti?
Parlo per esperienza diretta. Le assicuro che l'Università di Foggia ha in generale degli ottimi dipartimenti...guardi un po'...anche in area Umanistica. Sono uno studente che frequenta ormai da 8 anni un Dipartimento di area Umanistica. Al suo interno la ricerca funziona ottimamente, progredisce e porta positivissimi risultati a livello nazionale; in più è un "ottimo luogo di didattica". Forse unica eccezione? Non credo...
Dire che l'esistenza di dipartimenti "nelle altre aree è una barzelletta di pessimo gusto" è eccessivo, irrispettoso e davvero "di pessimo gusto".
Di
Raffaele Fanelli
(inviato il 19/05/2009 @ 22:41:53)
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